Racconti d’inverno alla festa di Natale di Z.I.A.

Venerdì 19 dicembre faremo una grande festa da Z.I.A.
Danze, bevute, cantate… e non solo!
Ci sarà anche una dimensione più intima e natalizia, come fossimo a raccontarci racconti davanti al fuoco…
l’orario è ancora da definire ma cominciate a farvi un’idea:

RACCONTI D’INVERNO
Una serata di musica e racconti

Testi e letture di Mattiamichele Derinaldis
Musiche dal vivo di Giorgio Delodovici

posti limitati
prenotazione necessaria via mail info@zonaindipendenteartistica.it
previsto contributo associativo per partecipare

“L’inverno è una stagione, uno stato interiore, uno specchio del nostro tempo. L’inverno è il gelo da attraversare per riscoprire una futura primavera.
Anche noi come il caro vecchio Scrooge, di Dickensiana memoria, dobbiamo affondare le mani nella neve del nostro inverno, per scoprire cosa c’è sotto.
Riceveremo la visita, non di tre fantasmi, ma di tre racconti.
Tre racconti, tre tempi, un’unica stagione.
Un viaggio nel passato, nel presente e nel futuro, attraverso storie invernali da ascoltare come attorno a un fuoco.
Un intreccio fatto di parole e di suoni, di storie e di musica, per riscoprire ciò che il freddo custodisce: la possibilità di cambiare, di fermarsi, di tornare umani.”

Mattiamichele Derinaldis (o più semplicemente Mattia) nasce a San Marco in Lamis, Foggia, nel 1992, ma vive da sempre a Varese, tentando di conciliare le radici del sud con la vita al nord. Si laurea in Scienze della Comunicazione nel 2015, ma il teatro un po’ lo chiama e un po’ lo prende in giro, e in quello stesso anno lo conduce alla Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi, a Milano, dove si diploma in drammaturgia tre anni dopo. Nell’estate del 2018 esordisce come autore al teatro Franco Parenti con “Vortice”, regia di Fiammetta Perugi. Nel 2021 è finalista al Premio Scenario con lo spettacolo “Materiali per la morte della Zia”, per la regia di Athos Mion. Con lo stesso spettacolo vince, sempre nel 2021, il bando de “I Teatri del Sacro”. Oggi Mattia vive tra Varese e Milano, e la scrittura continua ad essere il suo motore creativo attivo, che si declina in varie forme, non solo teatrali, spaziando tra i racconti, il ghostwriting e i podcast. E tra una scrittura e l’altra, c’è il solito vagare nel consueto pantharei, dove si sa in qualche modo da dove si parte, ma mai e poi mai dove (e come) si arriva.

Giorgio Delodovici, in arte , è un cantante, musicista e insegnante di Varese, classe 1992. Sin dall’adolescenza muove i suoi passi nella musica, in particolare nel mondo Rock e Metal, salendo per otto anni su svariati palchi nella regione lombarda. A 16 anni inizia il suo percorso di studi canoro: dopo aver studiato con diversi privati, si diploma alla S&A Musica di S.S.Giovanni, sotto la guida di Stefano Anelli, mentre inizia a studiare canto jazz presso il Civico Liceo Malipiero di Varese insieme al M. Jasmine Labianco, tutt’oggi sua insegnante, grazie alla quale riesce ad accedere al Conservatorio Verdi di Como. Tra le varie esperienze, si ricordano i Bug, gruppo progressive grunge di Varese, con il quale ha pubblicato il disco O’Brien Shape (2016), la partecipazione al coro progressive rock Ancore d’Aria di Oskar Boldre tra il 2022 e il 2024; è stato compositore nel duo dark/trip-hop Lü&Ame; dal 2025 è frontman della band folk punk The Clurs, con i quali sta registrando il loro primo album; è uno dei due cantanti degli Ermete Jazz 6tet.
Vive ancora a Varese dove insegna e continua a studiare e approfondire canto, materia primaria delle sue composizioni, fondate sull’intreccio di sintetizzatori, campionamenti e loop di voci, cercando di avvicinare lo strumento primordiale umano alla musica ambient ed elettronica.